Negli anni ho l’impressione che mi sia sceso il pisello. Che mi si sia abbassato tutto l’apparato, anche, e forse questo è ciò che si intende con la frase: “La vita, il tempo e la routine, fanno cadere le palle a terra”. Probabilmente spinto dalla noia, allora, comincio a immaginare un mondo senza confini, in cui la mente possa vagare libera anche se non ha il passaporto con sé.
Troppe volte si permettono (o promettono) cose importanti al passaggio della frontiera, ma le si negano al ritorno. Quindi immagino un mondo in cui tutto si mischia, in cui tutto si trasforma costantemente, come in una fase beta che dura da millenni e per millenni… perché la globalizzazione ormai non è più una scelta. Potevamo fare le cose diversamente in molti punti cruciali della storia, quegli incroci in cui una singola decisione avrebbe cambiato per sempre le sorti del mondo come lo conosciamo oggi. Quanti film distopici hanno già fatto sull’argomento? Ma il punto è che dobbiamo sempre guardare avanti, o meglio: possiamo solo guardare avanti, perché tornare indietro non si può né si è mai potuto.
È per quello che allora comincio a immaginare… 😌
Immagino un mondo in cui la comunicazione è più che possibile, dappertutto ci si chiama e ci si guarda negli occhi a distanza con un computer. Questo c’è già, direte… ma ribadisco, DAPPERTUTTO. Vuol dire anche nei posti dove oggi si crede vi sia più arretratezza sociale rispetto a quella di casa, senza pensare alle diverse scelte e strade della vita prese in precedenza. Oggi tendiamo a decidere le sorti di intere popolazioni e nazioni con la sola prepotenza del più forte, economicamente e militarmente. Questo è sbagliato. Ma proseguendo nel sogno… un giorno immagino che l’Africa si svuoterà per effetto della migrazione naturale delle sue genti, come quelle che avvenivano nella preistoria e nei millenni in cui sono nate, sorte e cresciute. Così ho studiato a scuola, riguardo le prime civiltà…
Potrebbe essere una buona idea quella di trasferire la gente in Europa, adottare figli invece di farne di nuovi e limitare le case a un’altezza che non faccia assomigliare le città solo a dei formicai. Ecco uno slogan efficace: “È finito lo spazio: adottiamo figli”.
Poi ho l’idea di installare un’enormità di pannelli solari al posto delle tegole sul tetto di ogni casa, passare il surplus di energia al vicino e, di conseguenza, eliminare le bollette. Vorrei lanciare una nuova centrale elettrica continentale, usando le risorse naturali di un posto lasciato libero, quasi incontaminato, per la natura e per chi vuole viverla dentro una capanna. Scelta sua, farà il tecnico alla centrale… c’è sempre spazio per un nuovo Homer Simpson al mondo.
Poi immagino il libero arbitrio. Vedo un continente europeo unito da un miscuglio di persone che creeranno colori stupendi… è inimmaginabile quanto si possa arrivare a pensare! 😀
Tollerare nel mio Paese una famiglia con due padri o due madri è ancora difficile, meglio se uno solo. Se poi il compagno muore, la persona susciterà compassione agli occhi degli altri, ma mai diffidenza come invece nel caso di due omosessuali. Per me è piuttosto complesso immaginare lo sviluppo nel tempo di una famiglia con genitori dello stesso sesso, specialmente quando sceglieranno di avere dei figli: può darsi che non avranno la stessa concezione ecclesiastica di famiglia tradizionale, e questo per me è un bene dato che lo ritengo un concetto superato. Per altri, invece, è un male. Male minore, aggiungerei. Anzi, a voler puntualizzare: il male è averne una definizione così imprecisa. Tralasciamo quindi di parlare riguardo ai figli di terze parti, come nel caso di Betlemme, e concentriamoci sul semplice concetto di famiglia. Quelli che crescono il figlio, detto in altro modo.
Cambierà il modo di vederla, un giorno, perché cambierà il modo stesso di viverla e già ce ne stiamo rendendo conto. Oggi abbiamo leggi inadatte a definire tutti i tipi umani esistenti e credo che mai ce ne sarà una realmente funzionale, proprio perché siamo troppi e con idee troppo specifiche. Nessuno vorrebbe scendere a compromessi, mai. Adozione? Figli surrogati? Due padri o due madri? Uno solo? Senza complicare troppo il pensiero con scelte oggi dettate da oligarchie legislative e burocrazie, possiamo tranquillamente affermare che con una mentalità aperta si accetta ogni cosa, l’importante è che la prole sia felice. Ironicamente, questo è anche molto cristiano. 😂
Inoltre, dato che sto immaginando il mondo… voglio che il concetto di famiglia cambi radicalmente. Ci sono tribù in cui i figli crescono lontano dalla famiglia fino all’adolescenza; altre al contrario in cui il figlio comincia a lavorare e quindi si allontana dalla famiglia proprio durante l’adolescenza, spesso a seguito di riti di passaggio e pratiche sciamaniche d’altri tempi. È superfluo dire che non sia “normale” per la nostra cultura ma, appunto, cercando di guardare il mondo da antropologo non si può giudicare un sistema sociale basandosi sul proprio.
Non bisognerebbe farlo in ogni caso, altrimenti si finisce a litigare sui quotidiani come ai tempi della diatriba Fallaci-Terzani, riguardo al mondo islamico. (LEGGI) Non c’è mai un vincitore, oggi si cambia idea con molta difficoltà ed è estremamente raro che questo avvenga in piazza, su un giornale o nei media. Sarebbe un segnale di debolezza e il personaggio pubblico perderebbe di credibilità. Allo stesso tempo, è più utile fomentare l’opinione pubblica e influenzarla a suon di atteggiamenti passivo-aggressivi… come un politicante qualunque. Parlo della Fallaci.
Tornando al tema del titolo, però, ecco le considerazioni finali:
- Non so come si svilupperà la coscienza collettiva del mondo.
- Spero, forse ingenuamente, che l’umanità diventi talmente pigra da non volersi più sforzare nel giudicare i singoli individui.
- Credo il nostro prossimo stadio evolutivo sarà migliore o del tutto assente: scompariremo, poi ricominceremo e sarà comunque migliore.
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Nell’ipotesi in cui si accetti di vivere in un mondo più variegato, sapremo anche gestire le nostre relazioni all’interno; nell’ipotesi in cui l’umanità appiattisca l’evoluzione della sua morale (ad esempio esportando tradizioni straniere con le guerre, giustificandosi dietro una falsa bandiera democratica) tutto finirà in una bolla di sapone e, come predisse Einstein, poi combatteremo di nuovo, stavolta con le clave e le pietre.
Riflettete sempre… e siatene felici! 😉