L’equivoco è che c’è ancora gente che guarda alla parità dei numeri, invece di rendere paritari i rapporti fra i sessi nella loro testa. E parlo degli uomini come delle donne. Ma in fondo… chi sono io? Un uomo, quindi per la società di oggi ho torto già per un quarto. Portare l’attenzione verso una fetta finora non abbastanza considerata socialmente (le donne, eh!) non dovrebbe togliere di mezzo quella parità che, almeno in teoria, cerchiamo di conquistare da decenni. Continuare ancora con questo stile “quote rosa” e suggerendo quindi che le donne siano ancora dei “soggetti da difendere e tutelare” secondo me non rafforza la parte femminile della società né la visione che la società fallocratica ha di loro. Il pietismo-sensazionalismo che fanno quotidianamente i giornali verso una sola categoria è deleterio, così come l’osservazione del numero di invitati in un programma TV piuttosto che un occhio sulla loro preparazione professionale o sui meriti in vita. Le diversificazioni sociali molto spesso derivano dallo stereotipo negativo che qualcuno ha nella testa… e tutto questo va analizzato, non è da osteggiare né, al contrario, da prendere sotto gamba. Ripeto la soluzione: ANALISI.
Comunque mettetevi il cuore in pace, i tempi sono ancora prematuri e anche questo comunicato sarà stato fatto probabilmente solo per far parlare di sé. In fondo è la legge dello spettacolo: parlane bene o parlane male, ma parlane. ✌🏽 #peace
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