Diario

**CAMPAGNA NON-ISTITUZIONALE DI SENSIBILIZZAZIONE ALLA VITA**

Dio è un’entità astratta creata per soddisfare dei bisogni umani, quali la necessità di risposte in più campi. Perciò esiste. Esisterà finché ci sarà il genere umano, con la sua innata curiosità. Oppure finché le distrazioni non ci trascineranno nel baratro dell’ignoranza.
Credere in Dio non significa appartenere ad un club religioso, né essere superiori o inferiori a chiunque altro non creda in Dio, semplicemente significa ammettere di aver messo una pezza alla propria necessità di rispondere ai quesiti fondamentali. È la cosa più umana del mondo.

Inumano, invece, è sostenere la fondatezza delle proprie ragioni grazie a Dio, invocando la divinità astratta come una risposta. Bestie! Frustrati! Non si fa così! Con l’aria che tira certi umani hanno perso la concezione stessa della ricerca, a mero vantaggio delle risposte inscatolate da qualcun altro, anch’esso umano, il quale non può e non potrà mai fornire una spiegazione soddisfacente, né spostare la bandierina dello scibile un po’ più distante, lungo il percorso della vita.

A questo punto della storia, però, è complicato scegliere a chi affidarsi: se prima non c’era poi tanta libertà di scelta, oggi ce n’è troppa ed è ingiustificata, dato che non è più comprensiva di prove fattuali o dimostrazioni empiriche. In sostanza, si è perso per strada il metodo scientifico. Nella ricerca umana è importante tentare di trovare soluzioni per mezzo di ipotesi, deduzioni e controlli sperimentali… Si fanno errori, certo! E poi si ricomincia! Dov’è il problema? Questo è sempre stato un buon sistema. Nulla di perfetto, ma sicuramente qualcosa più comprensibile di una favola.

È inutile lamentarsi se oggi la gente perde la ragione: non c’è più Dio a trainare le menti, solo tanti baccelli coi semi sciolti dal caldo. Abbiamo fatto del nostro cervello una poltiglia, del nostro corpo un sacchetto e della nostra volontà una buccia ruvida e friabile. Ma c’è di peggio, potrebbe non piovere più.

Torniamo alla vita, allora. Torniamo a pensare. Torniamo a ragionare su Dio e sulle motivazioni dell’esistenza. Creiamo entità nuove e giochiamo a carte con loro, finché ne abbiamo facoltà, perché questo è umano! Ricominciamo a parlare, a discutere finanche a incazzarci l’uno con l’altro, ma con uno scopo… non con la volontà di prevalere, ma con quella di estendere la nostra conoscenza. A quel punto non importerà più l’esistenza o l’assenza di Dio.

⭐️ La mia versione della storia: tinyurl.com/jezoo

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via Lucas Amandi – Foto & Libri

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